La Blockchain oltre i bitcoin

Questo è il secondo di una serie di tre articoli con i quali abbiamo aperto il dibattito su una tecnologia che ha il potenziale di rivoluzionare profondamente il modo con cui effettuiamo e governiamo le transazioni.

“Bitcoin is the beginning of something great: a currency without a government, something necessary and imperative. But I am not familiar with the specific product to assert whether it is the best potential setup. And we need a long time to establish confidence.”

—Nassim Nicholas Taleb – Saggista, NYU Professor

Come l’invenzione della partita doppia ha consentito di tenere in modo solido ed affidabile una enorme massa di registrazioni permettendo così lo sviluppo del capitalismo e dell’economia moderna, così la blockchain garantendo l’affidabilità delle sue registrazioni, ha il potenziale di produrre una discontinuità nel sistema di governo delle transazioni, aprendo una nuova fase per il nostro sistema economico.

La blockchain è molto più del bitcoin e va molto al di la delle registrazioni finanziarie. Questo nuovo registro digitale delle transazioni economiche può essere programmato per registrare virtualmente qualsiasi cosa di valore e importanza per le persone: certificati di nascita e di morte, certificati di matrimonio, diritti di proprietà e altri diritti reali, titoli di studio, contratti di lavoro, pendenze giudiziarie, conti economici, procedure mediche, assicurazioni, voti, origine dei cibi, o qualsiasi altra cosa possa essere espressa in registrazioni digitali. La nuova piattaforma abilita la riconciliazione delle registrazioni digitali relativa praticamente a tutto.

La Blockchain è quindi l’internet della fiducia. È una piattaforma che può permettere a tutti di sapere cosa è vero, almeno riguardo all’informazione strutturata e registrata. Immaginate ad es. cosa vorrebbe dire avere accesso immediato via motore di ricerca alla storia lavorativa di un consulente o di un candidato per una posizione manageriale certificate dalla sequenza di contratti di lavoro o consulenza da siglati nella sua vita lavorativa. O la capacità di verificare un fornitore dal punto di vista tecnologico o finanziario grazie a una ricerca sul “google” delle blockchain. O la possibilità di trasferire proprietà mobiliari e immobiliari senza bisogno di avvocati e notai che verifichino lo stato giuridico e la titolarità dei diritti delle controparti. Pensate solo alla velocità che acquisirebbero le transazioni e alla crescita economica che ne deriverebbe.

Proprio per questa grande ampiezza delle applicazioni possibili è giunto il momento di sviluppare una terminologia più precisa e specifica per indicare diversi tipi di applicazione della blockchain. Come non sarebbe corretto ne utile chiamare Facebook o SAP “database” per il fatto che i loro servizi si basano su variazioni della tecnologia dei database, non è corretto chiamare “blockchain” sia le applicazioni che si occupano di cripto-valute come il bitcoin sia quelle che si concentrano sulla applicazione della blockchain all’innovazione dei sistemi di governo delle transazioni di beni e servizi dentro e fuori le imprese. Ciò rischia di creare confusione, sospetti e malintesi, per evitare i quali è oggi opportuno suddividere le applicazioni della blockchain in due grandi famiglie.

di Francesco Venier

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